formaggio Domu Antiga

Dormire da Domu Antiga a Gergei: un autentico angolo di Sardegna

Domu Antiga a Gergei è un luogo senza tempo dove la Sardegna e la sua identità culturale non solo sono state mantenute vive, ma anche libere di esprimersi grazie all’estro della famiglia Lai.

Era il 2005 quando Samuel decise di acquistare un’antica dimora ottocentesca da ristrutturare e trasformare in un alloggio di pregio, costruito prevalentemente in pietra e legno e che mantiene il carattere rustico delle antiche case sarde. Colori naturali, antichi oggetti di arredamento e utensili da lavoro, giochi di ombra e luce negli ampi spazi comuni e nelle camere da letto sono gli elementi che lo caratterizzano.

Samuel ha il viso buono delle persone oneste e ospitali. Entrare da Domu Antiga, varcando il pesante portone celeste che si affaccia su una delle strade centrali di Gergei, significa entrare in un pezzo del suo cuore. Lo si capisce subito, perché il valore di questo posto va oltre le mura, gli oggetti e il buon cibo. Il valore primario risiede nel concetto di ospitalità che una madre, un padre e un figlio hanno posto in questo luogo prezioso in cui si viaggia nella dimensione temporale del buono e autentico.

La colazione sarda di Domu Antiga: il piacere della semplicità

Quella madre e quel padre sono Maria Grazia e Arnaldo, che la mattina offrono un sorriso e un caffè (quattro, nel mio caso) e tanto buon cibo distribuito su un lungo tavolo in legno, per una vera colazione sarda. C’è la crostata con le mele cotogne e la ciambella al caffè, ci sono i pistocus e i coricheddos, ci sono le uova di quaglia, i formaggi e i salumi. La colazione salata conquista anche me che, generalmente, preferisco il dolce: non è convenzionale e ha il potere di farmi sentire profondamente orgogliosa del paniere gastronomico della mia isola, fatto di sapori forti e decisi eppure gradevoli anche alle otto del mattino. C’è il lardo, la mustela, la coppa e dei meravigliosi formaggi di pecora, di cui uno memorabile a crosta fiorita e uno con pepe e zafferano. Li prepara Samuel e li serve agli ospiti, perché qui ogni cosa è autoprodotta.

Il laboratorio di pasta fresca fatta a mano

Il sole è sorto ormai da qualche ora quando ci ritroviamo in cucina con Maria Grazia e Alessia, la cognata di Samuel. Perché l’ho detto: qui la famiglia guida ogni cosa. Sul tavolo, ci sono acqua, semola e farina di grano duro Senatore Cappelli, ma anche una scivedda e una parinedda, ovvero l’antico contenitore di terracotta in cui si impastava e un cesto intrecciato a mano. Menu del pranzo: fregula, malloreddus e ciambelline. E li prepariamo noi.

Fare la fregula è un antistress. Dentro la scivedda, si impastano acqua e semola con movimenti circolari ripetuti. Come un massaggio dolce ma deciso, i polpastrelli formano piccole palline che devono assumere la giusta consistenza. Cosa significa giusta lo si apprende con la pratica. Oppure, se siete da Domu Antiga, ve lo dice Maria Grazia. È un lavoro di pazienza, come con tutte le cose buone, e bisogna impegnarsi perché quello sarà il pranzo.

Fregula
Fregula | © Jessica Cani

Si passa poi ai malloreddus, preparati con farina di grano duro e modellati sulla tavoletta in legno. Dalle nostre mani più o meno esperte ne escono di tutte le forme e intanto Sara del Consorzio Grano Cappelli si fa spazio nel cumulo di farina sul tavolo per rompere quattro uova, mettere dello zucchero, della buccia grattugiata di un limone e dello strutto. È il momento di fare le ciambelline.

Il laboratorio di formaggio e ricotta

Intanto, nella veranda, Samuel siede sul suo sgabello, con le mani dentro un paiolo colmo di latte di pecora per preparare il formaggio e poi la ricotta. È con noi, ma con la mente lo vedo viaggiare. “Ti rilassa?”, gli chiedo. Mi guarda e sorride, come chi si è appena svegliato da un bel sogno. “Sì, molto”, mi risponde. Quasi mi dispiace averlo distratto. Le sue mani si muovono dolcemente ma sicure tra quel liquido che aumenta di temperatura. Fuori ci sono 40 gradi e lui sembra non accorgersene. “Quando preparo il formaggio entro in un’altra dimensione, la mia. Il formaggio è un elemento culturale. Mi piace creare, faccio corsi continuamente. Il pecorino con crosta fiorita che hai mangiato a colazione è un esperimento perché la maturazione è avvenuta dentro casse di legno in cui ho messo foraggio di sulla. Quando faccio il formaggio sono felice”.

La sensazione di appagamento che la coagulazione del latte trasmette a Samuel è la stessa che prova chi poi assaggia le sue creazioni. Nella mia personale classifica, c’è al primo posto proprio il crosta fiorita. Probabilmente, quella felicità e quella passione sono l’ingrediente segreto per creare arte da mangiare.

Domu Antiga e l’esperienza firmata Sardinia Secrets

Capita che, quando un viaggiatore desidera conoscere la Sardegna, si faccia inconsapevolmente guidare da stereotipi e racconti un po’ travisati, ricercando un’isola fatta di usanze che non esistono più o, forse, non sono mai esistite. A chi mi chiede dove vivere un’esperienza quanto più autentica possibile dal punto di vista territoriale, culturale ed enogastronomico indico le strutture ricettive Sardinia Secrets, di cui è parte Domu Antiga, proprio per la preziosità di ciò che sono, sia singolarmente che insieme, e per la possibilità che offrono di fare una conoscenza integrata di Sarcidano, Trexenta e Marmilla, un’area ricca .

Sardinia Secrets è:
Domu Antiga, a Gergei
Mario Cesare, a Gergei
Antica Locanda Lunetta, a Mandas
Cortis Antigas, a Gesturi

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